Lucca
Annoverata nel Patrimonio artistico dell’Umanità dell’Unesco, Lucca è un tesoro di gioielli d’arte, cinti da un diadema: la cerchia delle mura cinquecentesca.
Insieme con Ferrara, Grosseto e Bergamo è uno dei quattro capoluoghi italiani a conservare intatta l’intera cinta muraria, ora verde e
piacevolissima passeggiata di quasi cinque chilometri, tra le meglio conservate d’Europa.
La storia di Lucca cominciò dal 180 a.C., fondata da una stirpe celtico-ligure che le diede il nome di Luk. Della Lucca romana restano le rovine dell’Anfiteatro, sulle cui gradinate sono cresciute nei secoli le dimore, uno spettacolo urbanistico di rara suggestione.
Durante il medioevo ospitò lungamente Dante in esilio, fece sorgere le chiese monumentali di San Frediano (con un magnifico mosaico sull’alta facciata, quasi una pala d’oro), di San Michele in Porta (famoso per la preziosa decorazione marmorea), e lo stesso Duomo, dedicato a San Martino. Lo stile romanico severo e massiccio si arricchì di una ricca ornamentazione ispirata anche dalla scuola della vicina Pisa.
Nel Quattrocento Jacopo della Quercia vi lasciò il suo
capolavoro assoluto, la Tomba di Ilaria del Carretto, moglie di Paolo Guinigi, morta a 29 anni. La giovinezza e la dolcezza dei lineamenti le è impressa nel volto marmoreo; la morte è rappresentata come riposo, anche la pietra, nella plissettatura dell’abito, sembra ammorbidirsi e forgiarsi per il ricevimento di numerosi ospiti. Ai suoi piedi è accovacciato un cane, simbolo di fedeltà coniugale.
Lucca conobbe nel Rinascimento il suo
massimo splendore grazie anche alla florida produzione di seta e alla fruttifera attività bancaria dei cittadini. In ogni epoca storica fino all’800 incluso i Lucchesi l’hanno impreziosita di
eleganti dimore, chiese (è soprannominata “la città delle cento chiese”) e
ville sontuose anche nei dintorni, come Villa Mansi a Segromigno e Villa Reale a Marlia.
Gloriose sono anche le tradizioni nel campo della musica: di Lucca sono Francesco Geminiani, Luigi Boccherini, Alfredo Catalani. E Giacomo Puccini. Per tutto l’anno nella cattedrale di San Martino musicisti e attori si avvicendano per mantenere viva la memoria e interpretare componimenti del grande musicista.
Nella sua lunga sovrapposizione di ere storiche Lucca ha modificato ad arte l’assetto urbanistico coniugando sempre
efficienza,
funzionalità e
bellezza. Passeggiando per il centro, si percorre la Via Fillungo, lunga, strettissima, pittoresca e fiancheggiata da case antichissime, botteghe, boutiques, punti di ristoro e torri.
Anche alle torri Lucca ha regalato il suo imprimatur stilistico unico: sono salde, massicce, militaresche quasi, ma agghindate, come una divisa può esserlo delle medaglie sul campo. Entrate in quella della Famiglia Guinigi, legati a Ilaria del Carretto. In cima ha un giardino pensile progettato già nel medioevo, con ombrosi larici secolari. Una
nuvola verde sopra le nostre teste. Vale la pena salire per 230 scalini.
Sempre in centro, tra palazzi
sobri e
aristocratici di mole giunonica, in mattoni rossi e pietra bianca alberese che continuano a vivere nella vita della città (Palazzo Ducale ospita la sede della Provincia, oltre a numerose mostre d’arte contemporanea e una, unica in Italia, dedicata ai cartoon), si aprono ariose piazze con splendidi monumenti, ombreggiate dai platani. In Piazza Napoleone troneggia la cinquecentesca sede della Provincia, che racchiude, tra portici e cortili grandiosi, la Pinacoteca Nazionale.